L’elemento caratterizzante di questa esotica provincia è il grande fiume Mekong che scende dall’Himalaya per attraversare l’intero Sud Est Asiatico fino al Mar Cinese. Qui il Mekong è nel suo medio-basso corso e costituisce per le popolazioni locali una imponente arteria di scambi. È questo uno dei crocevia etnici e commerciali più attivi e movimentati dell’Asia. Lo scambio culturale ha favorito la fusione di tradizioni e sapienza popolare. In quest’area si trovano infatti comunità montane al fianco di altre cinesi, laotiane e birmane.

Giorno 1 -Triangolo D'oro, Farmstay a Mae Salong Nai, Wat Rong Khun (Tempio Bianco), Popolazioni Lahu

Al mattino partenza per Triangolo D’oro, il punto geografico posto lungo le acque del fiume Mekong dove la Thailandia incontra il Laos e la Birmania; noto per traffici internazionali legati all’oppio. Dirigetevi verso le pendici del monte Mae Salong, confine naturale con la Birmania. La strada che ne porta alla vetta è ricca di occasioni di incontro con le popolazioni locali, come al tradizionale mercato di Mae Salong Nai dove non è inusuale incontrare genti di varie etnie nei loro costumi tradizionali.

Nel primo pomeriggio lascerete la provincia di Chiang Rai in direzione sud.

Presto vi imbaterete nel Wat Rong Khun, ibrido stilistico tra architettura moderna e forme tradizionali del passato. Le sue vaste proporzioni e le fastose rifiniture ne hanno fatto uno dei luoghi più fotografati dai turisti internazionali.

Il paesaggio è prevalentemente montano, con rilievi ricoperti di fitta vegetazione tropicale che celano villaggi tribali incastonati tra strette vallate. Sono abitati da varie etnie, delle quali i Lahu sono tra i più numerosi. I loro insediamenti sono costituiti da piccole case costruite in bamboo. Alcune hanno ancora il tradizionale tetto in foglie essiccate. Per i Lahu le forze ancestrali animiste legate agli elementi della natura esercitano ancora una grande influenza.

Nel tardo pomeriggio giungerete a Chiang Mai, l’antica capitale del regno Lanna e oggi città principale del Nord della Thailandia

Giorno 2 - Gli ombrelli di Bo Sang, Chiang Mai Walking Tour, Wat Prathat Doi Suthep

Secoli or sono, al termine di un lungo periodo di meditazione, il monaco Phra Intha, rientrò nella sua città di Chiang Mai portando con sé un ombrello di carta; uno dei pochi oggetti indispensabili concessi agli eremiti durante gli esercizi spirituali nella foresta. La comunità monastica di Chiang Mai si fece promotrice della produzione di questo oggetto facendo costruire il telaio in laboratori domestici, e spingendo a coltivare il gelso per produrre la carta. In poco tempo, il villaggio di Bo Sang, con la sua produzione dette vita a un’economia divenuta poi questa antica tradizione trasmessa di padre in figlio. Raggiungerete il villaggio per osservare l’attività degli artigiani.

Potrete rientrare in città ove avrà inizio un rilassante walking tour per immergersi nell'atmosfera della quotidianità locale. Potrete partire dal Wat Suphan, edificio di culto eretto circa 500 anni fa e nei secoli impreziosito con intarsi in argento, scolpiti da artigiani che ancora oggi mantengono viva la tradizione della battitura dei metalli, insegnata anche dai monaci all’interno del tempio. Durante la vista al tempio, chiedete di partecipare ad una cerimonia comune a tutti i Buddhisti in Thailandia. Si tratta del Tawai Sangkatan, il rituale di donazione ai monaci con lo scopo di guadagnare meriti e di buon auspicio per la vita futura. Ricordate di acquistare personalmente e con pòochi baht il Sangkatan in loco.

Dalla porta sud della città, faremo l’ingresso nel nucleo storico, dove i vicoli si snodano fra piccole abitazioni in legno a due piani in stile Lanna, che si alternano ai 119 templi Theravada, che per oltre sette secoli hanno fatto di Chiang Mai il principale centro di culto buddista del Sud Est Asiatico. Giungerete poi al Wat Chedi Luang dove si trova il più grande Chedi di tutta la regione Lanna, costruito nel XIV secolo.  Questo percorso storico, culturale e di costume non può che terminare godendo dei profumi e dei sapori della cucina della Chiang Mai antica e dei suoi piatti unici.

Il centro storico di Chiang Mai è adagiato su di una larga vallata delimitata ad est dall’imponente monte Doi Suthep che sale fino a 1600 mt sovrastando l’intera città. È qui che vi consigliamo di recarvi nel pomeriggio per raggiungere uno dei santuari più celebri e sacri dell’intero paese: il Wat Phrathat Doi Suthep, edificato a oltre 1000m. di altitudine. La leggenda racconta che il luogo della sua costruzione venne indicato dall’errare di un mitologico elefante bianco che sul suo dorso trasportava una sacra reliquia del Buddha. La reliquia venne sepolta dove oggi si trova l’imponente Chedi dorato al centro del santuario, una delle immagini religiose più ricorrenti della Thailandia.

Giorno 3 –  Trekking al Doi Inthanon National Park

Al mattino partite molto presto per raggiungere il possente complesso montuoso del Doi Inthanon, area costellata da villaggi tribali e all’interno del quale si trova l’omonima vetta che segna il punto più alto della Thailandia a quota 2600 mt.

Prima che la civilizzazione portasse le strade, I popoli tribali si orientavano tra le montagne seguendo I corsi l’acqua che costituivano così non solo fonte di vita e nutrimento ma anche guida e direzione. Da un villaggio all’altro si potevano impiegare giorni di cammino nella jungla. Per gli avventori era quindi indispensabile saper vivere lungo il fiume e con il fiume. Le notti di viaggio si trascorrevano in piccole grotte all’interno delle quali si mangiava il pesce pescato e cucinato con l’acqua del fiume, sulle rive del quale si potevano anche raccogliere varie erbe nutrienti, salutari o medicamentose.

Poi con il progresso sono arrivate le strade, ma i vecchi sentieri montani non sono mai stati abbandonati e oggi sono ancora utilizzabili. Scegliete il percorso che più vi interessa. Ce ne sono davvero tanti e di diversi gradi di difficoltà. Incontrerete villaggi tribali, cascate, risaie terrazzate ed estreme bellezze paesaggistiche. La visita può essere completata raggiungendo le imponenti cascate Watchirathan, di altezza limitata ma con un getto d’acqua di vasta portata.