Claudia Gerini

Il verde è la sua vita. Non soltanto lo splendore dei suoi occhi. “Verde è la speranza, l’ottimismo, l’età giovane, il futuro del pianeta. Certo, lo era anche il costume che indossavo a Khao Lak e alle Similan: nello splendore di quei posti mi piaceva sentirmi e vedermi avvolta da un colore che amo”. Claudia Gerini adora la Thailandia. “Non è che ci voglia molto – spiega – viene naturale. Merito dei panorami naturali e umani, di quell’atmosfera unica che rende la vita rilassata, ti permette di godere anche delle piccole gioie e di smussare i contrasti. L’Occidente, in confronto, è un inferno: noi siamo tutti impegnati ad affermare il nostro ego, a sentirci importanti. In Thailandia questo si dimentica, si ragiona in modo diverso. Pensa che beneficio...”.

“Ogni volta che vengo qui – aggiunge – sono felice, perché mi sento a casa. Il caldo umido, che alcuni soffrono, è per me una delizia. Mi piace tantissimo, è per me come una seconda pelle, l’abbraccio affettuoso di un amico: mi fa sentire a mio agio, perfettamente. Devo solo fare attenzione a non scottarmi. Ho la carnagione molto chiara e sotto il sole mi devo proteggere: crema 50 e via, fine dei problemi”. Sulle spiagge di Khao Lak gliene è servita molta: “E’ un luogo incredibile, bellissimo, perfetto per il relax, natura straripante, alberghi splendidi, servizio fantastico a costi accessibili. E che mare. Quando siamo andati alle Similan, poi, è stata una grande emozione: acqua talmente chiara che pensi non ci sia, quando fai un tuffo ti sembra di buttarti nella sabbia. Non dimenticherò mai questi posti anche perché abbiamo scattato alcune centinaia di foto e mi hanno costretto a cambiare quel costume verde che adoro. Mi spogliavo dietro un albero, per non perdere tempo, perché non potevamo rischiare di perdere la magica luce del tramonto”. E la gente: “A quell’ora non c’era quasi più nessuno e comunque gliel’ho detto al fotografo e a tutto lo staff, gliel’ho spiegato in romanesco: <Un’altra che non si fa problemi come me mica la trovate>. M’hanno applaudito...”.

Autoironica, sportiva, amante dell’avventura, viaggiatrice esperta, Claudia Gerini non si fa problemi nemmeno a tavola. Anzi, applica anche qui la tecnica del “famolo strano” che le appartiene come un marchio di fabbrica dai tempi di “Viaggi di nozze” nel quale recitava con Carlo Verdone che era anche regista, il film che l’ha consacrata come star del grande schermo. “A tavola lo faccio strano volentieri. Impazzisco per i sapori thai, piccanti, con lo zenzero, il peperoncino, il lime, tutte le loro fantastiche spezie. Certo, se poi mi presentano insetti fritti, preferisco evitare”. Quel che invece vorrebbe fare è tornare al più presto in Thailandia con le due figlie: “Questo paese è perfetto per i bambini, i ragazzi, per tutti. Con le mie figlie, che hanno 11 e 6 anni, oltre che al mare vorrei andare anche nel nord, dove ci sono le tribù di montagna, Chang Mai, Chang Rai”.

Innamorata dell’Oriente dolce, di questo “paese del sorriso” capace di far guardare il mondo con un’altra prospettiva. “Anche il Buddismo influisce, una filosofia di vita più ancora che una religione. Ma non tutto l’Oriente è così fortunato. Nel sudest asiatico, la parte di mondo che amo di più, la vicina Cambogia incontra ancora mille difficoltà. Sono impegnata con una organizzazione, il CCS, che aiuta i bambini di quel paese e vado abbastanza spesso. Proprio in Cambogia fu il mio esordio d’Oriente, a 24 anni: una produzione francese mi volle nel cast di un film che girammo fra i villaggi al confine fra Cambogia e Vietnam. Mi innamorai perdutamente di un bellissimo cambogiano”. Sorride, Claudia. Perché gli uomini asiatici non hanno proprio fama di playboy, mentre le donne a volte diventano irresistibili, occhi a mandorla che risplendono su zigomi prepotenti, balconi naturali fioriti di bellezza. Sorride ancora, perché ogni volta che sulle spiagge thailandesi appare lei, il suo fascino latino crea inevitabilmente qualche scompiglio. “Anche la bellezza, qui, è meno aggressiva, più dolce, più semplice – dice Claudia – Una vacanza a Khao Lak e dintorni farebbe benissimo a tante signore d’Occidente: molto meglio di un lifting”.

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