Sea Gypsies Village
Sea Gypsies Village

Il villaggio di Sang-ga-u nell’angolo a sud est di Koh Lanta è sede di un unico gruppo di persone conosciute come gli zingari del mare o “Chao Leh” (gente di mare, in thailandese). Questi individui, che nel passato hanno adottato uno stile di vita semi-nomade nel Mare delle Andamane, sono marinai di origine indo-malese e sono stati anche i primi coloni dell’isola circa 500 anni fa. Le vere origini degli Urak Lawoi, che sono il più grande dei tre gruppi di Chao Leh che comprendono anche i clan Moken e Moklen, sono poco chiare. La loro lingua è solo parlata e non esistono testimonianze scritte per risalire alle loro origini: si possono ascoltare solo le loro leggende e gli aneddoti storici per farsi un’idea del loro passato. La versione più accreditata afferma che siano affiliati o imparentati in qualche modo con il gruppo Moken stanziale attualmente sull’isola di Surin a Phang Nga. Entrambe i gruppi si sono mossi dalla costa di quello che oggi è conosciuto come lo stato di Kedah, in Malesia per poi separarsi in distinti insediamenti su varie isole del Mare delle Andamane. È quindi accertato che etnicamente appartengano al gruppo malese. Come indica il loro nome, Urak Lawoi significa popolo del mare, hanno incentrato la loro esistenza sull’utilizzo delle risorse marine e costiere ed hanno un legame fortissimo con l’oceano. Sono dei fantastici marinai, esperti pescatori ed ottimi subacquei in grado di muoversi liberamente e comodamente sott’acqua, oltre a rimanerci a lungo in apnea. Non usano nessun tipo di materiale ad eccezione di un piccolo paio di occhiali su misura in legno intagliato e vetro. Le barche sono la parte più essenziale della cultura materiale Urak Lawoi. Ogni famiglia dispone di una barca di circa 3 metri di lunghezza, dotata di una piccola vela. La loro stretta relazione con le barche è ben riflessa nella tradizionale festa del Loy Rua (barca galleggiante), che si svolge per 3 giorni e 3 notti durante la luna piena nel sesto ed undicesimo mese del calendario lunare. Usano l’occasione per rendere omaggio ai loro antenati ed agli spiriti facendo scivolare via la cattiva sorte con una piccola barca cerimoniale. Sono persone semplici che vivono in simbiosi con la natura. La tradizione animistica del culto è forte nella comunità e colora molte delle loro tradizioni. Per gli Urak Lawoi, il naturale e soprannaturale non sono nettamente distinti: alcuni indossano un talismano per allontanare gli spiriti maligni e la sfortuna, altri credono che le malattie possano essere trattate con l’intervento di un medium. In termini di rappresentazioni artistiche, Rammana e Rong Ngeng sono le uniche forme praticate ancora oggi. Rammana è una musica fatta di percussioni e canto, di solito eseguita come parte di una cerimonia. Rong Ngeng è invece uno spettacolo di danza accompagnata da canti, tamburi e violini. Al giorno d’oggi alla maggior parte degli zingari del mare sono stati concessi terreni, cognomi e la cittadinanza thailandese. Mantengono stretti rapporti con altri villaggi e tendono a fondersi di più con la popolazione locale. Essi conservano ancora la loro lingua che appartiene alla famiglia linguistica malese-indonesiana ed è ancora presente in molti nomi geografici. Un esempio? Il nome “Pulau”, che significa isola, e “Piapi” che è invece il nome di un albero che cresce nelle paludi di mangrovie, nel corso dei secoli, è cambiato in Phi Phi, il nome dell’arcipelago thailandese più famoso del mondo.