Quando i thailandesi si incontrano, non si stringono la mano. Il saluto abituale è il Wai, con le mani giunte come per pregare.

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Cultura



La lingua ufficiale del paese è il thai, una lingua sinotibetana. Si parlano inoltre quattro dialetti regionali. L’inglese viene insegnato negli istituti superiori e nelle università ed è usato negli scambi commerciali e in sede governativa. La religione più diffusa è il buddhismo Theravada, professato dal 95% della popolazione. Capo della gerarchia buddhista è di norma un membro della famiglia reale; gli uomini thailandesi di religione buddhista trascorrono, nel corso della vita, un periodo minimo fra i tre ed i sette giorni in un wat (monastero). Esiste inoltre una minoranza musulmana (4% della popolazione) e piccole comunità cristiane ed induiste. Il tasso di alfabetizzazione della popolazione adulta è comunque tra i più elevati dell’Asia sudorientale (97,2% nel 2009). Nel paese vi sono numerosi istituti universitari: tra i più importanti l’Università Chulalongkorn (fondata nel 1917) e l’Università Thammasat (1934) a Bangkok, dove si trova anche l’Istituto Asiatico di Tecnologia, e l’Università di Chiang Mai (1964), nel nord. Nel paese non è mai stata dominante un’unica cultura specifica. Il periodo di maggior fioritura dal punto di vista culturale fu sotto il regno di Sukhothai (1238-1378), quando la Thailandia assorbì gli elementi delle numerose civiltà con le quali venne in contatto, incluse quella cinese e quella indiana. Un classico della letteratura Thai, il Ramakien, su cui fondano le proprie radici anche la musica e l’arte tradizionali, è infatti una versione del poema epico induista Ramayana.

SALUTI
Quando i thailandesi si incontrano, non si stringono la mano. Il saluto abituale è il Wai, con le mani giunte come per pregare. Per tradizione, più alte vengono tenute le mani, più rispettoso è il saluto; così è facile, osservando due persone, indovinare quale sia il loro rango relativo. Ma il rango è una faccenda complessa in Thailandia: dipende da molte variabili, come l'età, l'occupazione e la posizione sociale. Per un forestiero è sufficiente fare il gesto.

USANZE LOCALI
I thailandesi sono troppo gioviali e tolleranti per aspettarsi che un forestiero ("farang") conosca e rispetti i loro usi, ma anche qui può essere d'aiuto qualche suggerimento.
Una cosa che può irritare i thailandesi è la mancanza di rispetto per la monarchia. Il Re è intoccabile e in passato era persino considerato sacro; è il protettore della nazione e anche il sommo cerimoniere di tutti i riti buddisti. Ai simboli della sua autorità è dovuto il massimo rispetto. Parlare della famiglia reale è tabù.
Anche il mancato rispetto della religione buddista e dei suoi simboli è considerato irritante. Iniziamo dai simboli sacri, come la rappresentazione del Buddha in qualsiasi forma: non trattarle con deferenza è un grave sacrilegio. Non bisogna mai appoggiarsi ad una statua di Buddha. E’ capitato, ad esempio, che alcuni forestieri si siano fatti fotografare seduti sulla testa di una grande statua di Buddha: un doppio insulto, in quanto la testa è considerata la parte più sacra del corpo.

Nei templi ("wat") ci si deve togliere le scarpe prima di entrare nell'edificio con la principale immagine di Buddha, davanti alla quale i fedeli siedono sul pavimento rendendo omaggio senza mai rivolgere i piedi (considerata la parte meno nobile del corpo umano) verso l’immagine sacra. Una donna non può entrare in un tempio in short o con altre parti del corpo scoperte, ma valgono, in buona sostanza, tutte le accortezze che normalmente adottiamo quando ci accingiamo ad entrare in una chiesa cristiana, in una sinagoga oppure in una moschea. Educazione, rispetto e buon senso costituiscono le regole principali.

I monaci sono intoccabili. Non si deve rivolgere loro la parola e si deve cedere sempre il passo; le donne non devono toccarli per nessuna ragione, nè possono consegnare qualcosa direttamente a loro. Se dovesse capitare che una donna debba dare qualcosa a loro e non ci sono uomini nelle vicinanze per fare da tramite, la donna poserà l'oggetto su un tavolo, sul pavimento oppure sopra una stoffa fornita proprio dal religioso, si allontanerà e il monaco lo raccoglierà.

IN PUBBLICO
Nelle relazioni con i thailandesi cercate di sorridere sempre, di essere gentili, di reprimere ogni voglia di esternare in maniera repentina i vostri sentimenti. Se si ha una discussione, cercare di non gridare e gesticolare, è ritenuto offensivo e non porta alcun risultato. Non dimostrate nè simpatia nè antipatia. Il sorriso per i thailandesi è molto più che comunicare: è un modo di esistere che accomuna etnie diverse e affascina il visitatore straniero.

Non toccate mai la testa a nessuno, neanche a un bambino, perchè in essa risiedono lo spirito e l'anima: è perciò considerata una parte sacra del corpo.
Essendo il piede la parte più bassa del corpo, in Thailandia è considerato sbagliato indicarequalcuno con il piede, specialmente se lo si fa apposta. I thailandesi sono così preoccupati di questa eventualità che evitano di accavallare le gambe; se proprio non ne possono fare a meno, tengono le punte rivolte verso terra.
Quando si deve porgere una cosa ad una persona, devono essere utilizzate entrambe le mani o al massimo la mano destra.

Le scarpe non vengono usate nelle abitazioni private. Talvolta nei negozi o nei centri massaggio; in questi ambienti è buona norma toglierle oltre naturalmente che nei templi.
Nei casi in cui si è ospiti di un thailandese, è sempre buona cosa accettare e assaggiare quanto viene offerto, rifiutare apparirà un atto di scortesia.

NOMI                                                                                                                                                      
I cognomi sono un'innovazione particolarmente recente per la Thailandia, essendo stati introdotti solo da una cinquantina d'anni . Prima di allora, le persone si chiamavano col solo nome, seguito se necessario, da una spiegazione del tipo "figlio di.. "o " della citta' di..". Anche oggi i cognomi thailandesi sono così lunghi e complicati da essere usati raramente. Ad esempio la signora Sarisa Jaicharoen  viene chiamata semplicemente Khun Sarisa;  "khun", in lingua thai, è l'equivalente di signore, signora e signorina, ed è usato sia per gli uomini che per le donne. Tra persone di diversa età , per una questione di rispetto, davanti al nome viene aggiunto il termine "pi" se si rivolge la parola ad una persona più anziana e "nong" se si rivolge la parola ad una persona più giovane. Ci sono poi parole usate per esprimere sentimenti. Due di tali parole sono le particelle krap ( usata dagli uomini ) e ka ( usata dalle donne ) per fare affermazioni e domande. In un atto di cortesia estrema, dovrebbero essere pronunciate dopo ogni richiesta e risposta. Spesso i thailandesi omettono inoltre i pronomi poom/chan ( io ) e khun ( tu ), per un ulteriore tocco di discrezione.