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La gente



Definita in passato "La Terra dei Liberi", negli anni recenti, la Thailandia si è conquistata una reputazione nel mondo per essere "La Terra del Sorriso" - grazie soprattutto alla filosofia e all'accogliente natura dei suoi 60 milioni di abitanti.

La Thailandia è anche la terra di una moltitudine di gruppi etnici e ad eccezione dei popoli delle tribù delle colline, tutti parlano il Thai con le sole variazioni dialettali regionali e tutti vivono in una compelta armonia socio-culturale. La maggioranza della popolazione proviene dal ceppo etnico Thai, ma per la storia del territorio come punto di affluenza migratoria, la Thailandia è la patria dei Thai Yai dal Burma, Thai Lue dallo Yunnan e Thai Song Dam dal Vietnam.

Esistono anche comunità di Cinesi Haw, Cambogiani, Indiani, Lao, Mon, Malesiani e Vietnamiti. Più di 750.000 persone di 11 diversi gruppi di tribù delle colline vivono nella montuosa e lussureggiante zona ovest del paese e ai confini del Nord.
La più numerosa e conosciuta tribù è rappresentata dai Karens, originari del vicino Myanmar. Circa 300.000 Karens sono sparsi in 15 provincie, parlano una lingua Sino-Tibetana e praticano essenzialmente l'agricoltura nei loro insediamenti lungo i pendii delle vallate. In base al gruppo di appartenenza i Karens praticano la religione Buddista, Cristiana o Animista.

La Capitale Nord di Chiang Mai e le città di Chiang Rai e Mae Hong Son rappresentano i luoghi ideali per intraprendere un viaggio verso le vicine montagne e conoscere molte di queste colorate, affascinanti e amichevoli tribù. Queste tribù giocano un ruolo importante per conferire ad ogni regione una propria, unica identità. Le zone montuose a Nord sono popolate dalle colorate tribù delle colline e delle pianure. Il Nord Est è strettamente legato da vincoli culturali al Laos e alla Cambogia.

Le pianure centrali, le terre delle coppe di riso, sono la culla della civiltà Thai. Lungo la penisola meridionale l'elemento Malesiano-Muslim nella popolazione conferisce alla regione un sapore culturale unico e speciale. Per il viaggiatore ansioso di esplorare le diversità etniche, religiose, alimentari e culturali delle popolazioni asiatiche del sud est non c'è posto più vario che il crogiuolo multiculturale della Thailandia.


Le tribù


Nel Nord della Thailandia, in particolar modo nella striscia di terra definita come Triangolo D'Oro, convivono diversi gruppi etno-linguistici.
In questa zona aspra e montuosa, in villaggi isolati, vivono un gran numero di popolazioni diverse che sono globalmente definite "tribù delle colline".
Per mancanza di fonti scritte, (queste popolazioni non conoscono la scrittura e non hanno tramandato oralmente la propria storia), non ci sono teorie definite sull'origine di queste tribù.

Molte di loro emigrarono in queste zone nei secoli scorsi dalle regione del Tibet, della Cina, della Birmania e del Laos. L'eterogeneità di questi gruppi è essenzialmente basata sulla lingua, su alcuni elementi della cultura e sui bellissimi e colorati abiti femminili che ne indicano l'appartenenza ai diversi gruppi etnici.
In alcune tribù si parlano lingue del ceppo Sino-Tibetano (Karen) mentre altre si esprimono in lingue Austriche (Hmong e Mien).

Nel Triangolo d'oro questi gruppi, definiti "tribali" si differenziano sulla base del loro stanziamento territoriale: le pianure alluvionali sono abitate da contadini sedentari dediti alla cultura dell'aratro, nelle altitudini più elevate, invece, le tribù (shan, karen, luan, htin) vivono strappando con il fuoco la terra da coltivare alle foreste. Tuttavia la maggioranza di questi gruppi etnici è composta da agricoltori sedentari. Nella loro economia, oltre a quella di mercato, si possono individuare forme di scambio in cui ognuno riceve ciò che ha donato. Un caso esemplare è rappresentato dalle feste, frequenti e aperte a tutti i membri. In occasione di un matrimonio, di una nascita, di un funerale o di un rito di iniziazione il capofamiglia sacrifica un animale per rinsaldare i rapporti comunitari, esorcizzare una malattia o saldare un debito.

La festa scandisce lo scambio della ricchezza all'interno della tribù. Chi offre è consapevole che riceverà la sua offerta in cambio alla prossima festa e chi non fosse in grado di restituire il cibo, vedrebbe diminuire il proprio prestigio agli occhi di tutta la comunità.